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Partito Liberale Radicale Ticinese - PLRT

Sezione di Castel San Pietro - Svizzera

 

 

Storia di Castel San Pietro a cura del Prof. Alfio Martinelli

 

 

La "Gesa da Sant'Antunin", come la chiamano gli "Obinesi”, si erge austera sulla collina sovrastante la frazione di Obino. Non ci sono indizi precisi sulla data della sua edificazione, potrebbe risalire all’epoca barocca o essere addirittura anteriore.

 

Le ricerche archeologiche

La collina è stata oggetto di indagini archeologiche a due riprese. Le prime, del 1978/79, ad opera dell'allora Ufficio Cantonale dei Monumenti storici, hanno evidenziato che l'attuale chiesa sorge, in parte almeno, su un edificio romano preesistente. Le tombe, inserite nel pavimento di quest’ultimo, sono state datate fra il IV e il XIV secolo e farebbero risalire la struttura al IV secolo o, molto più probabilmente, ad un momento precedente.

Nel 1986, un piccolo smottamento di terra sul lato meridionale della collina ha rivelato la presenza di alcune sepolture, di cui una con una moneta bronzea riferita a Costantino I (318-319 d.C.). Fra i vari reperti che testimoniavano l’uso in più momenti dell'area cimiteriale, spiccano alcuni cocci ceramici ed un frammento di fibula in bronzo che indicherebbero una frequentazione della collina già a partire dalla fine della prima età del Ferro (V-IV sec. a.C.).

Le indagini archeologiche eseguite fra il 1987 e il 1989 hanno portato nuove ed interessanti informazioni sulle origini e sullo sviluppo di questa parte del nostro comune.

Innanzitutto si è proceduto al rilievo di tutte le emergenze murarie ancora visibili sulla collina, che ci permette di apprezzare l’estensione e la struttura di massima di uno fra i maggiori castelli del Ticino. Si trattava di una costruzione in più fasi, difesa originariamente da una doppia cinta muraria che, nel 1343, al momento della costruzione della chiesa Rossa, doveva però già essere ridotta unicamente a quella interna, posta  a difesa della parte più alta della collina[xiv].

Lungo il fianco nord della collina, sopra l’attuale via d’accesso alla chiesa, è stata individuata la strada originaria che portava all'interno del Castello con la relativa struttura di guardia, testimoniata da una feritoia e dall’alloggio della trave di chiusura del portone, tuttora visibili e meritevoli di conservazione.

L’accurato esame delle murature ha rivelato che la stessa è il risultato di più interventi, avvenuti in momenti diversi della sua esistenza, forse anche per riparare i danni provocati dagli attacchi che il castello ha sicuramente subito durante la sua esistenza.

Nel materiale di crollo è stata recuperata una bolla plumbea di Papa Innocenzo II, pontefice romano dal 1130 al 1143, data che conferma l'esistenza e l’importanza del castello già prima della menzione documentaria del 1171.

Sul terrazzo lungo il lato sud della chiesa, è stato individuato e scavato un edificio di pianta rettangolare più volte rimaneggiato. I reperti recuperati all’interno e all’esterno  consentono una lettura cronologica abbastanza precisa dello sviluppo di quest’area del castello.

Una moneta bronzea di Giustiniano (531 d.C.) ed un recipiente in pietra ollare situerebbero la prima occupazione del terrazzo e di una parte dell’edificio in una fase avanzata del VI secolo d.C.

Numerosi frammenti di bicchieri in vetro, oggetti in bronzo (fibbie, fibbiette, guarnizioni di cintura in bronzo finemente lavorate) e altri recipienti in pietra ollare, confermano l’occupazione dell’edificio fino al X secolo. Seguono poi altre trasformazioni che non è stato possibile datare, a causa delle continue arature che hanno distrutto gli strati più alti del sito. Un angolo di pavimento con relativo focolare, fortunatamente non intaccato dalle arature, ha permesso di analizzare con cura l‘ultimo ingrandimento dell’edificio, avvenuto verso la fine del XV secolo.

Un piccolo smottamento lungo il margine nord est del terrazzo superiore della collina ha rivelato resti di pavimento e interessanti frammenti di intonaco affrescato, che sembrano confermare quanto detto da un contadino locale circa la presenza in questo punto del palazzo fatto costruire dal vescovo Bonifacio nel 1346.

Le ricerche storiche ed archeologiche finora eseguite sono ben lungi dal rivelare tutte le vicissitudini delle antiche comunità "castellane". Esse hanno avuto però il merito di gettare uno sguardo sul modo di vivere di almeno una piccola parte delle genti che prima di noi hanno saputo apprezzare i vantaggi offerti da uno degli angoli più belli del Mendrisiotto.

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Bibliografia

  

[i] P. Schäfer, Il Sottoceneri nel Medioevo. Contributo alla storia del Medioevo italiano, Lugano 1954, p. 154 s.

[ii] Rahn 1890, pp. 78-79; Martinola 1975, pp. 133-134; Camponovo 1976, pp. 403-404.

[iii] Schäfer 1954, p.223.

[iv] Urk.- Reg. n. 2912.

[v] Schäfer 1954, p. 223 n.112.

[vi] Gruber 1939, p. 189.

[vii] Schäfer 1954, p. 167 nota 135.

[viii] Martinola 1975, Inventario d’arte del Mendrisiotto, vol. I, p.133.

[ix] Tatti 1734, Annali della diocesi di Como, Deca terza, p. 88.

[x] Ballarini 1619, p. 299.

[xi] Libenau 1883, p. 35-36.

[xii] Rusca 1610, p. 104.

[xiii] G. Chiesi, Munizioni di guerra quattrocentesche a Castel S. Pietro, estratto da “Archivio Storico Ticinese”, anno XXX, numero 113, 1993, p. 111s.

[xiv] G. Martinola, 1975, p. 133.

 

 

 

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Ultimo aggiornamento 09.01.2011 - Copyright PLRT sezione di Castel San Pietro 2000-2011.